sopra la caccia dei Palombi nel Territorio di Amelia


In foto:

immagine di “Lolletto”
riprodotta sulle scatole
della polvere da sparo
in uso nei primi anni
del 1900.

 

 

 

A titolo di saggio, riportiamo la copia di un editto od ordinanza sovrana emessa nel secolo XVII a tutela della caccia delle palombe nel territorio di Amelia


1. FEBBRAIO 1686


Paluzzo del Titolo della Basilica di s. Maria in Trastevere  Card. Altieri del S. .A. C. Camerlengo.
Desiderando Noi che la Comunità particolari della Città di Amelia nella Provincia dell'Umbria, quali hanno e possiedono alcuni siti, terreni e posti in diversi luoghi del territorio di essa Città, nei quali fanno la caccia dei palombacci selvatici con le reti, che rendono utile considerabile ogni anno nel tempo del passo di essi palombi, sì ai padroni dei posti, come ad altri contadini in esso luogo, che attendono a simil caccia, e di più per la gran copia che se ne prende se ne rende abbondantissima
anche questa città di Roma, dove i mulattieri che da essa città di Amelia vengono quotidianamente, ne portano tanto in beneficio in questo pubblico che dall’abbondanza e grascia, possano per l’avvenire con maggiore facilità e abbondanza, con le reti nei retari e posti destinati fare maggior preda di essi palombi e perciò proibire che in detti posti o retari, per qualche spazio di sito e lontananza non si possano da veruno sparare archibugiate, né in qualsivoglia altra maniera disturbare con rumore od altro, la detta caccia. (…)

Volendo, inoltre, che il presente Editto di proibizione affisso e pubblicato che sarà nei luoghi soliti di detta Città, astringa ogni uno anche forastiere o convincino, all’osservanza, come se le fosse stato personalmente intimato. Dato in Roma nella Camera Apostolica questo di primo Febbraio 1686.

 

P. Card. ALTIERI, Camerlengo
MICHELANGELO ZACCARIA, Auditore
DOMENICO LIBERATI, Segr. e canc. di Camera
(Tratto dal libretto “La Palomba in Amelia”)

 


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