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Giovedì 12 Ottobre 2017 dalle 17:30 alle 00:00

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Lucilla Vignoli presenta il suo ultimo libro su il misterioso pittore  Piermatteo Manfredi o D’Amelia nato, per l’appunto ad Amelia nel 1448, di cui si conosceva il nome ma non le sue opere. Importanti studi ruotano intorno alla sua storia.

Lucilla Vignoli, storico d’arte entrò  in contatto con le bellezze artistiche della città di Amelia attraverso la sua tesi di laurea ed ha poi continuato ad approfondire i suoi studi per anni.

Piermatteo D’Amelia è il più celebre pittore sconosciuto dell’arte italiana, il suo mistero durò cinquecento anni. Negli anni 90’ grazie all’intuizione del critico d’arte Federico Zeri si riuscì  ad associare delle opere di rilevante importanza a il misterioso pittore Umbro. Piermatteo inizia la sua carriera come garzone di Filippo Lippi, con cui lavora tra il 1467 e il 1469 nella decorazione dell’abside del Duomo di Spoleto. Continuò i suoi studi a Firenze grazie all’insegnamento di Andrea Verrocchio che lo accolse nella sua bottega migliorando le sue tecniche ma solo tornato nella sua città natale iniziò i suoi capolavori : dipinse un’ Annunciazione per il convento dell’Annunziata, ora custodita a Boston; nel 1482 il Consiglio dell’Opera del Duomo di Orvieto gli affida la decorazione della cappella di San Brizio; nello stesso anno realizza a Narni, nella nicchia d’ingresso della chiesa di Sant’Agostino, l’affresco raffigurante la Madonna col Bambino e le sante Lucia e Apollonia; ma il un suo contributo lo diede  anche per una delle più grandi opere d’arte del mondo,Piermatteo D’Amelia fu chiamato alla corte di papa Sisto IV  nel 1479 per dipingere la Cappella Sistina, sulla volta Piermatteo dipinse un cielo stellato che verrà poi coperto dai dipinti di Michelangelo.

Oggi le sue opere sono conservate nel Museo di Amelia, a Berlino, Philadelphia, Atelburg, mentre è conservata nella Pinacoteca di Terni la celebre Pala dei francescani, ancora contesa tra Comune di Terni (a cui fu affidata dopo la requisizione nel Risorgimento) e la parrocchia di San Francesco (per quale fu realizzata). Si tratta di una tempera su tavola a onde oro eseguita tra il 1483 e il 1485 in cui sono raffigurati la Madonna in trono col Bambino tra i santi Bonaventura, Giovanni Battista, Francesco e Ludovico da Tolosa, insieme ad altri santi e scene della vita di Cristo.Al pittore e alla sua bottega sono stati attribuiti anche numerosi affreschi, tra cui un importante ciclo ad Avigliano Umbro, a Porchiano del Monte, a Orvieto, a Narni e in numerosi centri dell’alto Lazio.

sala della pinacoteca

Amelia



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