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  • <p><strong>Storia</strong></p> <p style="text-align: justify;">I Farrattini risultano notabili di Amelia gi&agrave; alla fine del 1300. Nel XVI secolo alcuni membri della famiglia occuparono posizioni di rilievo all'interno della Curia pontificia. Il palazzo fu eretto tra 1520 e 1525 per volere di Bartolomeo Farrattini su disegno di Antonio da Sangallo il Giovane, uno dei pi&ugrave; grandi architetti del Rinascimento. Presenta una facciata austera e geometrica; il portale &egrave; contornato da un rivestimento in pietra. Sulla fascia che divide esternamente i piani corre un'iscrizione, cos&igrave; tradotta: "Affinch&eacute; i posteri si ricordino di Bartolomeo Farrattini che, coi sopravanzi delle sue fatiche e delle sue veglie, procur&ograve; a se ed ai suoi questa abitazione". Interessanti sono gli interni e i pavimenti a mosaico romani, situati nelle cantine del palazzo. La scala a gradoni conduce al piano nobile dove si pu&ograve; ammirare il Salone del Sangallo, caratterizzato da un fregio pittorico che corre lungo le pareti; notevole il grande camino attribuito allo stesso Sangallo per la parte inferiore e allo Scalzi (scultore dei monumenti funebri della Cappella Farrattini in Duomo) in quella superiore. Il piano nobile si compone di altre sei sale, tra cui quella detta degli Im&shy;peratori, rivestita da grottesche neoclassiche su stoffa, e quella del Cardinale, in cui le pareti ricoperte da un antico tessuto di da&shy;masco rosso fanno da sfondo a un raro lampadario del Seicento</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <hr /> <p>&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Residenza d'epoca - Bed &amp; Breakfast</strong></p> <p style="text-align: justify;">l Palazzo Farrattini, tuttora propriet&agrave; della famiglia, ha conservato intatto il suo carattere di dimora dinastica. Sorge all&rsquo;interno del borgo medievale di Amelia, cittadina dell&rsquo;Umbria che mantiene il fascino di un paese fuori dal tempo. Tra i vicoli caratterizzati da botteghe artigiane, negozi, ristoranti tipici, spicca l'imponente facciata del Palazzo Sangallesco. Varcata la soglia ed attraversato l&rsquo;atrio, lo sguardo si apre sul giardino e sull&rsquo;uliveto che si estendono su un&rsquo;area di 10.000mq sino a raggiungere le mura poligonali offrendo un panorama irripetibile della campagna amerina. Gli antichi pavimenti originali mostrano il segno di cinque secoli di storia. La straordinaria scala a gradoni conduce al piano nobile, dove si possono ammirare due cassettonati lignei in castagno di incredibile sobriet&agrave; e possanza. Il Salone del Sangallo con un fregio pittorico a cornice, viene ultimato per le nozze con Plantilla Pojani che porter&agrave; in dote il feudo di Piediluco ed il nome che da allora affianca quello dei Conti Farrattini per dispensa papale. Bellissimo il grande camino attribuito allo stesso Sangallo per la parte inferiore e allo Scalzi nella parte superiore (l&rsquo;autore dei monumenti funebri della Cappella Farrattini in Duomo). Il piano nobile si compone di altre sei sale tra cui quella detta degli Imperatori e la sala dedicata a Caterina De&rsquo; Medici a ricordo del ruolo avuto da Bartolomeo II nelle nozze tra la nipote di Papa Clemente VII e Enrico II, futuro re di Francia.Le stanze, tutte situate al piano nobile, sono arredate con mobili d&rsquo;antiquariato: La stanza delle Muse, dal dipinto su tela a decorazione del soffitto, del XIX sec., raccoglie arredi ispirati alle arti ed &egrave; dotata di un bagno privato con doccia. La stanza Caterina de&rsquo; Medici, con cassettonato ligneo decorato ed arredi neo-rinascimentali, ha una comoda sala da bagno con vasca. La stanza del Cavaliere, dedicata a Bartolomeo IV cavaliere di S.Stefano pu&ograve; essere attrezzata anche con letti gemelli ed essere associata all&rsquo;attigua stanza Caterina de&rsquo;Medici, con utilizzo di bagno esterno.</p>

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